Napoli, Filippo (1700) --
Rettore, Ludwig (2178)
Milano 19.03.09
Siciliana
1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cc6 (D)
- Permette Cb5 e c4 come amava lasciarsi provocare Garry
Kasparov. Come contropartita si disincentiva Ab5 che riduce le
possibilità del nero di giocare per vincere.
5.Cc3 a6
6.Ae2 d6 7.O-O Ae7 8.Ae3 Cf6 9.f4 O-O (D)
- Siamo così entrati nella variante Scheveningen
della Siciliana. La prossime due mosse del bianco non godono del favore
della teoria in quanto l'alfiere campochiaro rischia di diventare cattivo
qualora il nero abbia l'opportunità di giocare la reazione e5. In questo
caso la reazione 'voragine' avrebbe già un compenso.
10.Af3 Dc7 11.Dd2 Tb8 12.Cb3 (D)
-
Sottraendo il cavallo proprio dalla reazione voragine.
Permettendosi così di sfruttarla come da tema incuneandosi nel baratro d5,
qualora il nero osasse e5. Il difetto della posizione del bianco è che
scegliendo questa successione di mosse poco ostili ha permesso al nero di
realizzare quasi indisturbato il proprio naturale set-up guadagnando tempi
preziosi rispetto ad esempio alla Karpov-Kasparov ultima del secondo
mondiale. In questa partita storica Kasparov sviluppò l'Alfiere in d7 e poi
tornò indietro per lasciare la casa libera al Cf6 in seguito a g4. Dopo
l'innocua Cb3 il nero avrà la possibilità di sviluppare l'A in b7 senza
sprecare due tempi preziosi.
-
12...b5 13.Df2 (D)
- Dunque rispetto alla Karpov-Kasparov abbiamo un tempo prezioso in più e
un altro compensato dalla rinunzia del bianco di giocare a4. Come sfruttarli
però?
13...Cd7!
- Sulla base delle premesse fatte, questa è a mio avviso la mossa più
logica che sfrutta l'avamposto in b5 e abbandona il centro per insediarsi
nella fatidica casa c4 proprio in virtù delle mancanze del bianco. Con due
tempi in più infatti ci si può anche permettere di abbandonare centro e
lato di re. Il gioco del nero è così naturale che per il bianco è già
difficilissimo trovare una soddisfacente difesa. L'alfiere in e3 e il
pb2 languono e non sarà facile trovare la giusta via per sostenerli e
risorgerli. Ma il mio avversario trova l'antidoto da vero campione!
14.Ce2!! (D)
-
Questa mossa complessa è la sola in grado di mantenere l'equilibrio. Una
brillante unione di strategia e tattica per risolvere il problema della
posizione del bianco. L'attacco doppio e3-b2 del peregrinante cavallo può
essere curato ad esempio con Td1 e Ac1 ma è chiaro che abbandonando la
diagonale di sviluppo dell'alfiere camposcuro il nero ottiene facilmente
l'iniziativa come un esercito che avanza mentre l'altro retrocede. Il posto
giusto per curare la formina infatti non è c1 come acutamente riconosce il
mio avversario. Ma... d4! Perciò cercai una via nuova...
14...Ab7!
- Riconoscendo la correttezza difensiva di Ce2!! e cambiando piano nel
migliore dei modi! Se 14...Cb6 Napoli avrebbe potuto completare il proprio
geniale antidoto con 15 Ced4! ed ora ad esempio 15...Cc4 15 C:c6, b:c6 16
Ad4! (un posto più attivo conquistato per il proprio alfiere!) e5 (rottura
voragine) 17 f:e5, f:e5 18 Dg3! e il bianco tiene in piedi la propria
posizione. Così il nero si sviluppa semplicemente e inizia a porre sotto
pressione il pedone in e4.
15.Ced4?
L'errore della partita. Il bianco non ha la lucidità di cambiare
piano anch'egli ed entra nella variante precedente in cui però il nero ha
evitato di far peregrinare il cavallo e ha sviluppato ottimamente l'Ab7.
Questi due bonus rendono efficace la variante della rottura voragine.
15...Cxd4 16.Axd4 (D)
16...e5!
- In assenza del Cc3, con due preziosi tempi guadagnati, e con la formina
d4-f4 il nero va in vantaggio grazie ad una delle principali armi della
Scheveningen.
17.Ae3 (D)
17...Cf6!
- Il cavallo torna sui suoi passi ora che si è delineato il nuovo punto
debole della posizione del bianco ovvero il pe4, che chiude peraltro
l'Af3. Così i due pezzi sviluppati nelle ultime due mosse diventano i
veri assi dello schieramento del nero. Ab7 e Cf6 a voi la gloria!!
18.Ab6 (D)
-
Il bianco si aggrappa a quella che in fondo è l'arma che
si è preoccupato di forgiare in apertura ovvero il dominio della
diagonale g1-a7. Quest'attacco alla dama in c7 permette non soltanto di
proteggere il pedone e4 ma anche di preparare un più profondo piano di
invasione dell'ala di donna attraverso la casa di invasione c5. Qualora
ciò si realizzasse il bianco otterrebbe il controllo di una parte della
scacchiera e nondimeno l'opportunità di realizzare delle semplificazioni.
Il vantaggio del nero diverrebbe di perciò annullato. Sulla base di
questo lo sfruttamento del punto debole pe4 nonché dei pezzi legati
alla sua difesa diverrà non complesso ma... di una difficoltà estrema!
Per questo sono così orgoglioso di questa partita, il buon gioco del mio
avversario mi ha costretto a cercare una serie di mosse assai ardue e
certamente fuori dalla mia portata fino a qualche tempo fa. Da questo
punto di vista devo sottolineare che un simile approccio alla partita è
dovuto innanzitutto alla grande esperienza e al grande insegnamento
maturato in terra russa, dove ho visto delle cose che mi hanno fatto
crescere decisamente.
-
18...Dc8!
- Questo è solo il primo passo di un piccolo capolavoro di profilassi. In
precedenza tendevo sempre a cercare la via più aggressiva per i miei
pezzi, quella più avanzata in senso stretto! Invece talvolta è proprio
arretrando che questi trovano la propria sinergia, la propria natura e il
proprio elemento... Se Dc4 o Dd7 lei sarebbe stata vulnerabile in vista di
Ca5 o Cc5 rispettivamente, in entrambi i casi vincendo un alfiere.
19.fxe5
- Liberando la casa c5, varco della propria invasione. Il bianco
intuisce sagacemente come approfittare del proprio dominio sulla diagonale
a7-g1. Per il nero si prospetta un vero e proprio arzigogolo per tenere
vivo il proprio vantaggio.
19...dxe5 20.Tfe1 (D)
20...Aa8!
- Di nuovo! Un secondo arretramento, un secondo calcolo di profilassi
questa volta basato su una serie di rimbalzi tattico-strategici. Il bianco
infatti minacciava di far trionfare la propria batteria case scure con
Aa7!, Ta8, Ac5!, Te8, A:e7, T:e7, Ca5! vincendo il preziosissimo alfiere
campo chiaro. La finezza consiste nel fatto che ora dopo Aa7?! il nero
dovrebbe occludere proprio il caro asso nella manica, ma questo velo
sarebbe solo momentaneo e sia l'alfiere che la stessa Tb7 otterrebbero in
breve nuova luce evidenziandosi ad esempio dopo le successive, semplici,
Tc7 e Tc4 che mettono sotto pressione di nuovo e4.
21.Ac5! (D)
- ...coronando il proprio piano strategico entrando nella valle nemica.
21...Te8!
- Un'altra mossa accorta. Il nero difende umilmente l'alfiere anziché
cambiarlo impulsivamente. In questo modo dopo il cambio in e7 il bianco
non potrebbe suggellare il proprio piano di invasione con Dc5 poiché si
andrebbe incontro all'infilata Tc7 guadagnando c2. Perciò anche il bianco
propone la propria acuta profilassi...
22.c3 (D)
- ...e adesso? La mossa che segue è la mia più importante di tutto il
2009!
22...Ad8!! (D)
- Incredibile no? Il nero sottrae al cambio il proprio alfiere cattivo,
l'ultima figura rimasta, arretrando così tutta la propria famiglia come
un pugile che fa un passo indietro e lascia il gancio avversario colpire
nel vuoto.... Il cambio dell'alfiere cattivo avverrà si ma diverse mosse
più tardi, solo quando il bianco non potrà più invadere il suo
territorio. E d'altra parte la debolezza in e4 gli impedirà di
poter approfittare del presente arretramento in campo nero. La posizione
che vi presento è una delle migliori opere della mia creatività
scacchistica.
23.Tad1 (D)
- Forse basito e privo di prede da azzannare il mio avversario non trova
nulla di meglio che migliorare la posizione dei propri pezzi. Sembra che
dal canto suo il nero non abbia modo di far ricrescere la linfa nei
propri, ma l'Ad8 come compito supplementare ha pure quello di innaffiare e
innalzare l'essenza di una preziosa artemisia.
23...a5!
- Eccola. Pronta a illuminare la via del mio esercito
24.Rh1 a4 25.Ca1! (D)
- La partita diviene semplicemente stupenda! Giudicate voi naturalmente,
ma questa mossa crea una condizione invisibile di gioco attraverso il
piano di irruzione in d5 via c2- b4 e un altro persino meno visibile in
f5, via c2... c2 già ma poi? Comunque è arrivato il momento di uscire
dai blocchi, il nero non ha molto tempo in quanto il piano di invasione
del cavallo commuterà la posizione e lo stato dell'Af3 da infelice a
felice.
25...De6!
- Attaccando il nuovo punto debole nella posizione del bianco ovvero
il pa2 grazie all'avanzata del pedone esploratore. Questo tempo è
esiziale tanto che viene ora in considerazione per il bianco una mossa
di liberazione.
26.a3
- Se il bianco gioca la mossa di liberazione 26Cc2!? ha i tempi
tecnici per raggiungere la piazza in d5 ma d'altro canto deve cedere
un pedone. Questa soluzione comunque a me personalmente piace in
quanto la maggioranza del nero si trova sul lato di re e con le donne
ancora sulla scacchiera non sarebbe per nulla facile la valorizzazione
del materiale come spesso accade nella terza fase della siciliana
quando il nero deve far fruttare il proprio trionfo ad ovest
(generalmente un pedone) ma con una concretizzazione ad est dove il
bianco ha vantaggio di spazio.
26...Dc4 (D)
- Ecco la piazza ottimale per la donna ottenuta aggirando l'ostacolo
dell'Ac5, il pedone e4 trova ora un terzo aggressore perciò la difesa
del bianco è quasi forzata.
27.Ad6 (D)
- Intermedia necessaria. Quella che segue per il nero invece...
decisamente no.
27...Ab6?!
- Il primo serio errore del nero. E qui è necessario fare
un'importante riflessione, non soltanto posizionale ma per lo più...
agonistica. Fino a questo punto la partita è stata davvero sublime, e
la via seguita mi appariva non semplicemente giusta ma più
propriamente perfetta, immacolata. Tuttavia tante mosse corrette mi
avrebbero dato un vantaggio non così appariscente e per di più per
raggiungerlo avevo dovuto giocare mosse estremamente complesse.
Possibile che si debba fare così tanta fatica con giocatori sulla
carta molto più deboli? Dove sta l'errore? Perché altri giocatori
invece non incontrano tutte queste difficoltà e vincono molto prima?
Qual è la spiegazione di tutto ciò? Per capire come mai accade tutto
questo e il significato effettivo della mossa or ora giocata (come
accennato primo errore del nero nella partita) bisogna anzitutto
mettere a confronto i concetti di arte e agonismo. Il perfezionismo
che io cerco, la verità filosofica sulla scacchiera non ha nulla a
che vedere con la lotta e se questa esiste essa avviene in genere solo
tra me e me. Il perfezionismo non si cura della forza dell'avversario
ma ricerca la sua verità in senso assoluto, quindi anche se questa
richiede molte mosse estremamente difficili e per di più con pochi
spiragli di travolgere il proprio avversario. Viceversa l'agonismo si
preoccupa anzitutto di vedere quali sono le possibilità di vittoria
sotto il profilo pratico. Spesso azzardando mosse dubbie come questa
che rappresentano l'esatto opposto delle concezioni appena
sottolineate. La partita perfezionista permette di vincere in cento
mosse, mosse che vi sono e che non ammettono possibilità difensive
per l'avversario, benché siano tutte difficili da trovare. La
predisposizione agonistica propone invece una mossa sola, facile, che
pone davanti mille possibilità per l'avversario ma solo una
giusta e difficile da trovare. Se questa viene trovata però allora vi
è la parità. Si tratta solo di un esempio su come sviluppare le due
doti artistica e agonistica. Tutto quello che ho fatto fino ad ora
sarebbe stato suggellato dalla precisa 27...Ac7! Il nero cambia
l'alfiere cattivo ed entra in una posizione vinta 28A:c7, D:c7 29Cc2,
Tbd8 ed ora la pressione su e4 e la colonna d impone al bianco di
scegliere uno dei due mali, quello materiale lasciandosi cambiare le
torri sulla d e perdendo il pedone e4; oppure quello posizionale
cambiando le torri per tenere e4 e abbandonando la d. In entrambi i
casi con netto vantaggio del nero. Dopo 27...Ab6 invece l'intermedia
permette al bianco di decidere cosa fare della donna bianca,
dopodiché nelle intenzioni del nero qualora l'avversario risponda
correttamente c'è quella di proseguire comunque con Ac7 recuperando
la variante posizionalmente vinta. Così se il bianco sbaglia si vince
subito altrimenti si rientra una mossa dopo. Ma in realtà non è
così perché una delle fughe di donna permette al bianco di arginare
tutto il lavoro compiuto dal nero mettendo viceversa a frutto la
propria strategia!
28.De2?
- Ecco il paradosso agonistico, ero in zeitnot e quella tentazione mi
ha permesso di ottenere tutto e subito. Dopo la ricerca di tante mosse
perfette è stata quella sbagliata a darmi la vittoria immantinente.
La confutazione per il bianco era qui, 28Dg3!, Ac7 29A:c7, D:c7 30
Cc2, Tbd8 sembra tutto uguale ma ora segue.... 31Cd4!! grazie alla
nuova posizione della dama bianca e alla inchiodatura del pe5.
Raggiungendo la casa f5 via d4! (così si risponde anche al quesito
precedente) e rendendo di nuovo la partita incerta. Infatti alla
strategia del nero il bianco è riuscito a contrapporre la propria.
28...Dxe2 29.Axe2 (D)
29...Cxe4!
- Alla fine, seppure a costo di un errore, il tallone d'Achille della
posizione bianca crolla.
30.Tf1? (D)
30...Cxd6?
- 30...Te6!! 31A:b8, Cg3+! seguito dal matto, la partita sarebbe
potuta finire subito. Cogliendo una posizione tecnicamente vinta con
pedone e coppia degli alfieri in più non mi ero fermato a
riflettere.
31.Txd6 Ac5 32.Td7 Te7 33.Tfd1 Txd7 34.Txd7 (D)
34...Rf8!
- Obiettivo la torre sospesa.
35.Cc2
- 35A:b5, T:b5 36Td8+, Re7 37T:a8, T:b2 emerge la debolezza del Ca1 e
della prima traversa.
35...Re8 (D)
36.Td1
- Altrimenti il nero conquista la colonna d qualche mossa più tardi.
36Tc7, Ad6 37Ta7, Ac6 38Cb4 ( per recuperare lo svantaggio dei due
alfieri) A:b4 39c:b4, Td8
36...Ac6 37.Cb4 Axb4 38.cxb4 Td8 (D)
39.Txd8+
- L'alternativa era un finale di torri con due pedoni in meno: 39Tc1,
Td2! 40T:c6, T:e2 41Rg1, T:b2 42Tc5, f6 43T:b5, Ta2 44Tb7, Rf8
39...Rxd8 (D)
- In questo finale d'alfiere la gracile struttura del bianco ad ovest
fa sì che i pedoni in più del nero siano praticamente due. Dopo la
quarantesima il mio combattivo avversario accetterà la sconfitta.
40.Rg1 Re7 41.Rf2 f5 42.g3 g5 (D)
Il bianco abbandona 0-1
di Ludwig Rettore
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