LA DIFESA
di
Ludwig Rettore
Analogamente alla posizione definita nel
capitolo sull'attacco ecco che ora il bianco si trova con un bel pedone di
vantaggio in una posizione dove donne fanti e cavalli circolano indisturbati,
senza che noi possiamo vederli. La domanda è sempre la medesima, dove dovrà
arroccare il re bianco se la collocazione dei pezzi immaginari non influisce a
vantaggio di alcun colore?
Per chi avrà seguito il capitolo sull'attacco ora la risposta
risulterà sin troppo facile. Il bianco arroccherà corto, così le
possibilità offensive del nero diminuiranno e la posizione risulterà
senz'altro più pacifica. Ma perché il bianco si difende se ha un pedone di
vantaggio? Proprio perché ha un pedone di vantaggio!!! Il concetto
esemplificato all'estremo è: mi difendo, semplifico e il finale è vinto per
me. Viceversa se mi pronunciassi con un: "attacco perché me la cavo di
più ad
attaccare" in questi termini non saprei che farmene del pedone in
più, il suo valore si disperderebbe.
Quando sono in vantaggio di materiale mi sto in linea di principio
difendendo; come valorizzerò dunque questo vantaggio? Alcune armi le abbiamo
già accennate, ma facciamo un elenco di quelle a disposizione del difensore:
1) Restituzione
2) Valore effettivo del materiale in più
3) Semplificazione
4) Vanificazione assoluta dell'attacco avversario
Ogni punto è direttamente collegato al capitolo sull'attacco: quando il
giocatore in svantaggio di materiale smarrisce il carburante (punto 4)
ovviamente a trarne beneficio è il difendente così pure se non riesce ad
evitare la semplificazione, la restituzione oppure ancora se non riesce ad
evitare che il materiale in più del difendente incida in maniera decisiva
all'ostruzione della propria iniziativa (punto 2).
Il concetto di restituzione che è forse proprio quello più importante, si
stabilisce a priori con un rapido calcolo basandosi sul materiale che si ha
disposizione. Se si ha un solo pedone in più ad esempio si può solo
pianificare una restituzione del pedone medesimo. Nel caso della partita
Kasparov Topalov invece il nero avrebbe potuto pianificare la restituzione di
torre e pezzo, tale era il bottino a sua disposizione! La restituzione ha sempre
di mira la posizione, il difendente cedendo tutta o una parte del suo bottino
vuole risistemare la propria posizione e risollevarla dalla prorompente
iniziativa avversaria.
Vorrei proporvi un esempio istruttivo su come si possa stabilire un calcolo a
priori intorno al concetto di restituzione.
CAVATORTA - RETTORE
Qui il nero è già in vantaggio di materiale, materiale che gli
consentirebbe di vincere agevolmente il finale. Ciò che egli deve risolvere
dunque è solo il problema della posizione, in questo caso insita nel pedone c che ambisce ad un coronamento sull'ottava traversa. il metodo per
vincere dunque qui è quello riferito al punto 4: la vanificazione. se arrestiamo il
pedone libero l'unico nostro problema è risolto e allora potremo agevolmente ma direi
serenamente vincere la partita.
1...Cf4+? 2.Re4 Cxh3??
- Invece il nero commette l'errore di conquistare
un pedone. Questo può avere sì senso posizionalmente ma solo se poi si potrà
effettuare un'adeguata restituzione. Nel nostro caso il nero avrebbe dovuto
ragionare così: avrò tre pedoni in più quindi restituirò... che cosa? Un
pezzo? È comunque troppo! Un pedone? Anche due, anche tre, ma quali? Se ci riferiamo al pedone a3
è vero, la torre nera è libera di abbandonarlo ma questo potrebbe farlo eventualmente
anche adesso infatti il nero rimarrebbe comunque con un pedone in più sufficiente per vincere un
finale.
3.c5
Cf4 4.Cc3 Tc8 5.c6 Re7 6.Cb5 Ce6 7.Tb7+ Rf8 8.Ca7 Td8 9.c7?? Cc5+ 10.Re3 Cxb7
11.cxd8=D+ Cxd8 12.Cb5 Cc6 13.Cxa3 Cb4 (D)
La posizione finale fa veramente riflettere; il nero ha corso un rischio
assurdo (peraltro punibile se il bianco non avesse giocato la temeraria spinta
in c7) e tutto ciò... per un eccesso!!! Così invece che difendersi come
avrebbe dovuto e poi vincere il finale con 1 o due pedoni in più ecco che si
ritrova con questa ridicola conclusione dopo aver visto senza ragione lo spettro
di una patta! Certo qualcuno ora potrebbe obiettare che così il finale è
ancora più facile ma davvero!, 4 pedoni in più!!!, però il giocatore che
ambisce a migliorarsi seriamente a scacchi dovrebbe sempre ricercare la verità
in luogo dell'ingannatrice semplicità, infatti prima o poi troverà un
avversario in grado di punire certa non ponderata avidità.
Chi è in vantaggio di materiale dovrebbe in linea di principio solo difendersi. Altrimenti
correrebbe questo rischio. La sola cosa che conta per lui dev'essere risollevare
la posizione e in questi termini un ulteriore guadagno di materiale verrebbe concepito solo con l'idea di poter restituire il materiale
medesimo.
Il grande maestro Cebalo aveva ragionato proprio così nel momento in cui si
apprestava ad accettare i miei pezzi generosamente offerti.
RETTORE - CEBALO
1.e5?!
- Una novità e un sacrificio dubbio come avemmo modo di appurare nelle
analisi...
1...dxe5 2.fxe5 Dxe5
- Il nero accetta il primo dono entrando perciò nel ruolo del difensore...
3.The1 b4 4.Ce4 Cxe4!
- Dopodiché accetta anche il secondo scorgendo in profondità una gradevole
restituzione! In teoria il nero avrebbe potuto giocare anche Cd5 ma il
bianco avrebbe ottenuto in compenso un ottimo centro di pezzi.
5.Axe4 Dxe4 6.Cf5 Aa4!
- Notare come già il nero pianifichi la restituzione in c2 ora
che ha molto materiale di vantaggio.
7.Cxg7+ Rf8 (D)
A questo punto il bianco dovrebbe procedere con il proprio attacco attraverso
C:e6 e dopo D:e6 approfittando del fattore scoperta realizzabile successivamente
con l'alfiere in c5 e in d4. Purtroppo quella preventivata Ac5 non va a
causa di una difesa millimetrica e propriamente... unica!! Cc4 seguita da Ce5 e
seguita da f6 che porta all'assoluta vanificazione dell'attacco del bianco
(punto 4). Quella in d4 invece porta al guadagno della torre ma ora il nero gioca
Dd7! e dopo A:h8, D:d2 (la suprema semplificazione: quella delle donne!!) il nero
ha restituito una torre dopo aver guadagnato due pezzi e perciò entrando in un
finale nettamente superiore e certamente vinto. Dopo Ah4 e Ab5 le torri bianche
infatti già iniziano a sentire la propria agonia.
Abbiamo così anticipato il tema della semplificazione quello più semplice e
forse il più caro a qualsiasi difensore. Ivanchuk vinse brillantemente una
partita contro Gurevich (un gambetto Volga dove il nero cede un pedone per
l'iniziativa) unicamente cambiando uno ad uno i pezzi dell'attaccante. La
semplificazione suprema è infatti quella di donna che porta generalmente ad un
più pacifico finale (ma attenzione si danno anche casi di iniziativa nei finali
pur con svantaggio di materiale!!) dove il rischio del matto è di solito
evitato, tuttavia anche semplificazioni 'minori' portano ad un livellamento
della posizione. In sostanza la parte attaccante sta sempre comunque meglio, ma
la proporzione di questa superiorità diminuisce e il difensore compie il suo
passettino verso il finale che lo vedrà a rigor di logica vincitore.
Il punto riguardante il valore effettivo è forse più complesso, ma allo stesso modo assolutamente
indispensabile.
Il concetto di valore effettivo risponde alla domanda:
che ruolo ha il materiale che ho in più?
Attenzione perché proprio per questa ragione nel mediogioco moderno si
vedono tanto spesso sacrifici di qualità o di qualità per un pedone, infatti
qui l'attaccante sa che spesso nel centro partita una figura leggera vale quanto
se non meno di quella pesante e se poi il pedone in più è dalla parte di chi
attacca allora le possibilità di 'alimentazione' risultano davvero
inarrestabili. Una qualità perciò non aiuta il punto del valore effettivo
però un pedone talvolta sì. A questo proposito bisogna anche chiedersi:
che ruolo non può svolgere il materiale che l'avversario
ha in meno?
Valutiamo con un altro esempio preso da una partita con un altro
grande maestro. Questa volta russo. Una mossa davvero affascinante il cui senso
sfugge alla logica più pura e che tuttavia mi ha fatto capire davvero molte
cose sugli scacchi. Osservate attentamente la seguente posizione, la mossa è al
bianco e il nero è privo senza compenso del pedone g. Un maestro internazionale
slavo in partita ebbe il coraggio di dire: ok, ma come si valorizza? Scoprite da
voi la risposta...
ZLOCHEVSKIJ - RETTORE
1.Df3!!
- Si può non vedere una mossa certo, ma non
comprenderla dopo che questa è stata giocata è un caso davvero unico. Alla
mossa successiva tutto diverrà chiaro e stabilirà il fascino vero di questa
collocazione di donna...
1...O-O-O 2.Cd1! - ...che crea
spazio al cavallo in modo che questi possa dirigersi vero il buco in f5, buco
che esiste proprio grazie all'assenza del pedone g. A questo punto a onor del
vero il nero disporrà i pezzi nel miglior modo possibile rendendo pressoché vana questa
sortita come del resto il tentativo di sfruttare una maggioranza e una rottura
sull'ala di re.
2...Ce8! 3.Ce3 Cg7 4.h4 h5 5.Ah3 Th8! 6.O-O-O
(D)
Abbiamo perciò toccato tutti e quattro i punti fondamentali, le armi del
difensore. Tuttavia proprio quest'ultimo esempio ci pone di fronte ad un quesito
che potrebbe mettere in discussione proprio la tesi di queste lezioni. Perché
il bianco attacca? E perché il nero pone i pezzi in misura difensiva? Non
dovrebbe in virtù dello svantaggio di materiale attaccare?
Questo è proprio un caso particolare, dove il vantaggio di materiale in una
posizione equilibrata dev'essere proprio sfruttato posizionalmente. Questo è
diciamo uno dei requisiti del punto due, nella partita Tomassoni Rettore ad
esempio il nero sfruttò proprio tatticamente il pedone h in più, un pedone
dell'arrocco! e che perciò doveva essere valorizzato attraverso un attacco.
Comunque indubbiamente la verità scacchistica può prevedere che chi è in
vantaggio di materiale sia anche, contemporaneamente, in vantaggio di posizione,
questo tipo di situazioni sono naturalmente viziate da uno o da una serie, di
errori. Più comuni sono i casi di parità di materiale in cui uno dei due
giocatori sta però peggio come posizione. In questo caso il difensore perde
l'arma del valore effettivo, non avendo ovviamente alcunché in più, dovendo
limitarsi a valorizzare le chance di semplificazione e vanificazione.
Apparentemente egli perde anche l'arma della restituzione, non avendo in effetti
alcunché da restituire. tuttavia qui dispone di un'arma analoga seppur minore
che può risultare comunque estremamente utile, quella della liberazione. La
liberazione è propriamente una restituzione in cui si cede materiale senza
averlo. In sostanza colui che sacrifica decide di commutare il proprio
svantaggio posizionale, in svantaggio materiale alterando l'equilibrio della
lotta ma non la verità sulla lotta medesima. L'arma della liberazione ha avuto
nobili seguaci, è interessante notare come sia Kasparov che Karpov l'abbiano
utilizzata benché con tecniche e stili totalmente diversi. Vediamo questi due
casi affascinanti e opposti tra loro di liberazione, prima di procedere con
un'istruttiva partita di riepilogo.
TIMMAN - KASPAROV
In questa posizione il bianco ha un chiaro vantaggio posizionale, le
debolezze per il nero non si contano e il bianco pare dominare su ogni lato
della scacchiera. Muove il nero: qual è la scelta migliore?
1...Cd5!!
- Una delle più belle mosse di liberazione mai giocate e che costringe il
bianco non a perdere il suo vantaggio... ma ad affrontare il caos!! Con cui,
come sappiamo, Kasparov convive abitualmente, almeno sulla scacchiera.
2.exd5 cxd5 3.Txd5
- Una restituzione del bianco che si è trovato all'improvviso in vantaggio
di materiale e non più posizionale (le linee che si aprono sul suo re e la
donna ora esposta non sono certo indizi di sicurezza) ma la scelta migliore
sarebbe stata probabilmente di effettuarla sì ma ad un momento più
opportuno! Infatti, non è stato detto, la restituzione è come un asso tra
le mani, conservarlo per poi giocarlo successivamente talvolta è un modo
migliore di valorizzarlo. Qui ad esempio dopo c:d5, A:d5 il bianco poteva
disporre di D:b8! e dopo T:b8 C:d5 annullare le velleità del nero con
questo contro sacrificio. (il bianco infatti sfrutta il pezzo donatogli per
dare donna in cambio di torre e pezzo che sommati al pezzo dato sono ben tre
figure... un compenso comunque superiore) In caso di Aa8 al posto di A:d5
invece il bianco avrebbe giocato il ruolo del difensore col materiale in più
e dopo Da5, e4; f4, Db7; Da3,a5; Ad4 ottenendo prospettive comunque migliori
in questo nuovo ruolo! é proprio questo il punto signori! Passare da un
vantaggio di tipo posizionale ad uno di tipo materiale con le medesime
difficoltà può essere molto complesso psicologicamente anche per i più
forti grandi maestri che in siffatte condizioni possono perdere la
bussola...
3...Axd5 4.Cxd5 De6 5.Da7 Ta8 (D)
6.Db7
- Il bianco aveva a disposizione anche altre due possibilità a cui
l'incredibile Kasparov aveva preparato repliche di ogni genere ai confini
con il delirio... La prima possibilità era data da Cc7, mossa apparente
forte che minaccia tra l'altro contemporaneamente donna e torre e
prevederebbe perciò un'ambita semplificazione. Ma ecco che Kasparov aveva
in serbo... D:c4!! ( la donna che si ammazza su un solo pedone?) Axc4, Txa7;
24 Axa7, Txc7. E così il bianco storditissimo si ritroverà con due alfieri
in presa e alla fine con un pedone secco in meno! (Ma cos'è successo?
Avrebbe potuto chiedersi, è passato un tornado?) Una replica ancora più
delirante era in serbo in caso di Ce7+, la seconda possibilità. E qui dopo
Rf8, C:c8, T:a7; C:a7 il bianco finalmente parrebbe godersi il proprio
vantaggio di materia ma purtroppo per lui non è così, dopo Df6; h6 (Ae2,
e4! e b2 è indifendibile) D:f3!!, h:g7+ Rh8. Si arriva ad una posizione
incredibile dove la donna da sola è più forte di tutti e quattro i pezzi
bianchi... che in nessun modo possono collaborare tra loro.
6...Tab8 7.Da7 Ta8 8.Db7
- E non si può certo biasimare Timman per la sua scelta di patta contro
questo folle mostro di tattica...
Ma alla follia di Kasparov ora contrapponiamo la più formativa e saggia
concezione scacchistica di Karpov. In questo caso la mossa di liberazione è
fine e semplice, nondimeno profonda.
TAL - KARPOV
1...exd4 2.Cxd4 Cfd7 3.C2b3 Ce5!
- Il nero cede a5 e anche
qualcosa in più...
4.Cxa5 Txa5! 5.bxa5 Cbc4 6.Tc2 Dxa5 - Da
una posizione di totale passività Karpov riemerge in seguito al sacrificio di
qualità. Certo si può sostenere che ora però ha una qualità in meno.. ma la
mossa di liberazione consiste proprio in questo e realizzare il vantaggio
posizionalmente a volte si riesce con linearità mentre un vantaggio di una
qualità come si può valorizzare in una posizione simile? Non essendoci
possibilità effettive, non avendo vie di semplificazione e non potendo
vanificare il sottile gioco tattico strategico di Karpov, Tal entrerà nel suo
elemento, ponderando un geniale sacrificio di restituzione. Ma cosa si può
restituire con una qualità in più?
7.Af1 Cxb2 8.Txb2 Dxc3 9.Tb3 Da5 10.
Db1 Da7 11.Td1 Cd7 12.Cf5 Te6 13.Cd4 Te8 (D)
14.Axb5!
- Un pezzo, in linea di principio è troppo rispetto alla qualità, ma
non in finale dove la torre (con accanto un pedone di torre) può divenire inarrestabile.
Questo è davvero un caso eccezionale dove l'attaccante ha più prospettive in
finale che in mediogioco. In ciò si stabilirà la brillantezza del sacrificio di
Tal.
14...cxb5 15.Cxb5 Dc5 16.Cxd6 Axd6 17.Txb7 Cf6 18.Db3 Ac7 19.Db5!
- Come volevasi dimostrare. La donna bianca va a caccia della donna
nera per le ragioni suddette.
19...Dc2 20.Db1! Dxb1 - La
donna non poteva rimanere sulla c pena l'infilata di torre in c1. Il cambio era
forzato.
21.Tdxb1 Ad6 22.a4 Txe4 23.Td1 Ce8 24.a5 Rf8 25.a6 Ta4 26.Ta7
g5 27.Ta8 Ae5 28.g3 Re7 29.Te1 f6 30.a7 Cc7 31.Th8 Txa7 - Patta. Il
nero si è difeso assai brillantemente in un finale difficile. Dall'apertura
nefasta non ha sbagliato un colpo e con un'arguta lineare difesa saputo anche
eliminare l'ultimo spauracchio: il pedone a.
Da questi due esempi seppur
opposti tra loro si può imparare molto ecco come in una posizione drammatica ho
saputo trovare una via per la salvezza.
BURLANDO - RETTORE
1...Tf6!!
- Lasciando in presa d5 ma ambendo in compenso ad annullare il travolgente
attacco del bianco. La mossa di liberazione è qui assoluta: materia in
cambio di posizione.
2.Cxd5 Axd5 3.Txd5 Cf4! 4.Dxg7+ Rxg7 5.Tg1+ Cg6
- Alla fine sembra che il nero non abbia ottenuto proprio nulla a parte
cedere il pedone... In realtà ha realizzato la suprema semplificazione e con
questa il passaggio da una posizione dove sarebbe stato travolto da un attacco da matto ad un finale perso,
perso già... ma che va comunque risolto tecnicamente! La mia mossa di liberazione per la cronaca
sarà onorata da una soffertissima patta in un torneo a squadre, dove la Milanese pareggiò contro la
Torinese di Lazic e Mrdja! Un risultato
preziosissimo e al contempo un esempio di come occorra sempre stringere i
denti in ogni posizione. Perché ogni posizione presenta sempre delle soluzioni nascoste e
imprevedibili.
Veniamo ora alla partita riassuntiva tra il nuovo campione del mondo Kramnik
considerato il miglior difendente esistente e Topalov che già abbiamo visto
all'opera. Questa volta lo vedremo nel suo elemento, l'attacco. Tuttavia noi ci
concentreremo soprattutto sulla strategia di Kramnik. Non ci soffermeremo molto
sulle varianti però sia perché la battaglia ebbe più un valore agonistico che
perfezionistico, (infatti sarà decisa da alcuni errori) sia per non dilungarci
troppo su questo pur affascinante tema.
TOPALOV - KRAMNIK
1.d4 d5 2.c4 c6 3.Cc3 Cf6 4.Cf3 dxc4 5.a4 Af5 6.e3 e6 7.Axc4 Ab4 8.O-O Cbd7
9.De2 Ag6 10.e4 O-O 11.Ad3 Ah5 12.e5
- Creando spazio sull'ala di re
12...Cd5 13.Cxd5 cxd5 14.De3 Ag6 15.Cg5 Te8 16.f4 Axd3 17.Dxd3 f5 (D)
- Una prima difesa importante. La mossa f5 appartiene alla categoria della
vanificazione, il vantaggio di spazio sull'ala di re è stato annullato.
Fino a un secolo fa questo tipo di mossa veniva considerata perfetta sul
piano difensivo, oggi invece la possibilità di una rottura in g4 garantisce
alla parte attaccante la possibilità di ottenere carburante.
18.Ae3 Cf8 19.Rh1 Tc8 20.g4! Dd7 21.Tg1 Ae7 22.Cf3 Tc4! 23.Tg2 fxg4 24. Txg4
Txa4
- Il bianco che ha abbandonato senza riserve l'ala di donna per quella di
re, cede il suo primo pedone e stabilisce perciò i ruoli di attaccante e
difendente.
25.Tag1 g6 26.h4
- Carburante, g6 ovviamente invita alla rottura in h5.
26...Tb4 27.h5 Db5 (D)
- Il nero cerca ora il cambio delle donne, la suprema semplificazione. Il
bianco per contro pondera il sacrificio supremo.
28.Dc2! Txb2 29.hxg6!! h5 30.g7 hxg4 31.gxf8=D+ Axf8 32.Dg6+?
- Il bianco perde l'attimo, doveva prendere in g4 e poi andare di donna in c7
così avrebbe messo il nero alle corde. Ora il nero stabilisce una difesa
eccelsa basata sul 'quinto elemento'...
32...Ag7 33.f5 Te7 34.f6 (D)
34...De2!
- Il quinto elemento a cui non abbiamo accennato è l'attacco come mezzo
difensivo. Il giocatore in vantaggio di materiale infatti non attacca per
attaccare ma per costringere l'attaccante ad allentare la morsa. Per fargli
fare un passo indietro in sostanza! Questo che chiameremo per l'appunto
quinto elemento si può realizzare in vari modi. Spingendo in profondità un
proprio pedone, oppure ancora distraendo certi pezzi attaccanti attraverso
minacce pur facilmente difendibili sul re. Il quinto elemento è quello
propriamente distrattore...
35.Dxg4
- La donna bianca infatti ripiega a difesa del cavallo.
35...Tf7 (D)
- Inchiodando il pf
36.Tc1 Tc2
- Proponendo una semplificazione in più, ormai il carburante del bianco
sembra davvero spento ma...
37.Txc2 Dd1+ 38.Rg2
- Non arriverà mica il re a dar man forte?
38...Dxc2+ 39.Rg3 De4 (D)
- La donna nera va ancora a caccia della donna bianca! Per ora il vantaggio
del nero consiste in una qualità e un pedone in più, ma occorre dire che i
due pedoni sull'ala di donna in finale potrebbero essere decisivi in
mancanza di attacco da parte del bianco.
40.Af4 (D)
- Evitando... ora il bianco prende una decisione estrema.
40...Df5
- Tentato dal prezioso gioiello della suprema semplificazione il nero decide
di pagare un prezzo che però è davvero alto... un vero barile di petrolio.
O, rimanendo con termini nostri... di carburante.
41.Dxf5 exf5 42.Ag5! (D)
- Guardate, guardate. Il bianco con Ag5 protegge la restituzione in f6 che
sarebbe sufficiente per il nero a fargli vincere il finale.
Contemporaneamente prepara la spinta dei due fortissimi pedoni liberi. Come
accennato all'interno del nostro lungo capitolo anche in finale può non
esaurirsi il carburante.
42...a5
- Il quinto elemento in partenza. Il distrattore. In questo caso però il
pedone deve fare un certo numero di passi per raggiungere la meta e il
bianco deve calcolare cosa può realizzare nel frattempo. Kramnik con la sua
ultima mossa stabilisce un certo numero di tempi 'contati' dopodiché
Topalov sarà costretto ad utilizzare qualcuno della propria centuria a
curare il distrattore.
43.Rf4 a4 44. Rxf5 a3 45.Ac1 (D)
- L'alfiere. Ma il re ha già preso il suo posto. Come continuerà Kramnik
la sua difesa?
45...Af8 46.e6 Tc7 47.Axa3 Axa3 (D)
- Il nero è andato a catturare l'alfiere non per ingordigia ma per dire:
bene ora ho qualcosa di serio da restituire. I due pedoni bianchi perciò
tremano a questo guadagno di materiale proprio perché è destinato ad
autoeliminarsi contro di loro.
48.Re5
- Consapevole di ciò il re bianco si appresta al pedone d5 al pari di un
barile di benzina. Infatti non è il pd5 a contare ma il pd4 che ci sta
dietro. indispensabile per non esaurire le proprie riserve... 'energetiche''
48...Tc1 49.Cg5 Tf1 50.e7 (D)
50...Te1+ 51.Rxd5 Axe7!
- E la restituzione è andata. Ora il nero deve portare a casa un finale con
la qualità secca in più. Tutt'altro che facile. Sarà la tecnica difensiva
di Kramnik a trionfare, l'ultimo pedone quello d verrà fermato
brillantemente.
52.fxe7 Txe7 53. Rd6 Te1 54.d5 Rf8 55.Ce6+ Re8 56.Cc7+ Rd8 57.Ce6+ Rc8 58.Re7
Th1 59.Cg5 b5 60. d6 Td1 61.Ce6 b4 62.Cc5 Te1+ 63.Rf6 Te3! (D)
- Il bianco abbandona, ormai non ha più modo di far fiorire il suo pedone e
quello nero viceversa fiorirà ben presto.
di Ludwig Rettore
SERATE A
BRESSO