DIVINA DELL'ADE
La mia
preghiera è diventata un urlo
Se gli occhi devono spendere lacrime per un
tuo sorriso
E il cuore cedere battiti al tuo ordito
Dal giorno in cui modificasti la
tua identità
E dall’estremità al viso componesti questa macabra cera
Colorando le unghie col rosso del nostro
sangue
Dipingendo le labbra della porpora d’ogni
arteria
Lavando il corpo col pianto delle nostre
anime
Asciugandolo
nel respiro della stessa esistenza
Perché i nostri corsi attraversano il tuo essere
Il
solco del vento e la flemma dell’etere
I mille angeli abbracciati per la tua soddisfazione
Gli animali, le piante, uccise alla tua
ammirazione
Il volto del cielo baciato dagli atteri
Il suolo, il lembo, imprigionato
dagl’inferi
La sepoltura della neve che attraversa ogni stelo
La lapide dei laghi trafitti dal gelo
Desiderata e venerata
Opera di lode nella nostra sventura
Supplizio e rabbia
Freddezza di questa stessa natura
La frenesia di passi sulle strade
E i sentimenti che non si toccano
Occhi che non si guardano
Dolori che non si consolano
Nel lamento che percuote le pianure
E che d’ogni anima incontra il tramonto
Oltre quel ghigno crudele che aleggia sul tuo sguardo
Tra
l’ombra del cielo e il dilemma di un ultimo raggio
Oltre quel ghigno crudele che
rileva la tua magica aurea
E che lì rivela altresì un’avida
maschera
Il volto della mia musa
Memoria della tua voltizia
Linfa, ninfa e tremendo mutare
Dea della vita
Divina dell’Ade
(Copyright 2006 by Ludwig Rettore ©)
INTERPRETAZIONE DI CRISTINA CIANCIARUSO (VIDEO)